Quante persone lottano da anni con le gambe gonfie?

Quante donne lottano da una vita con caviglie grosse e con cosce dalle forme “particolari”?
Donne che hanno fatto molte visite e accertamenti, provato a prendere drenanti di vario genere e fatto tanti trattamenti estetici ma senza risultato.
Donne stanche di spendere soldi e tempo in trattamenti inutili.

Oppure ancora quante persone che hanno avuto interventi chirurgici di asportazione dei linfonodi si lamentano di avere un braccio o una gamba che sono cambiate?
E a quante di queste il medico ha detto che “con tutto quello che hanno passato è normale e che sono comunque fortunate ad essere ancora qui”?

Altri ancora potrebbero dire di avere fatto tanto linfodrenaggio senza però risultati duraturi.

Ma non è così.

Si possono seguire strade alternative, più efficaci, e lo so perché ho un linfedema all’arto superiore.
Conosco il percorso di molte persone perchè all’inizio anche il mio non è stato corretto e ad un certo punto ho deciso di fare del mio problema una missione, specializzandomi prima sul trattamento del linfedema e poi su quello del lipedema.

Oggi so che esistono linee guida, che esistono trattamenti che hanno un senso e altri meno se applicati singolarmente. Ho scoperto l’importanza di lavorare in equipe con altre figure professionali sanitarie.
Ho anche scoperto quanto le persone abbiano bisogno di comprendere la loro patologia per gestirla e come a volte anche se distanti da dove lavoro io, sia per loro un grande aiuto sapere cosa devono cercare.

Perché purtroppo c’è ancora molta disinformazione su queste problematiche.

Ad esempio G. ha subito un intervento di asportazione uterina e dei linfonodi pelvici 10 anni fa. Dopo un paio d’anni la sua gamba s’è gonfiata. Era spaventata e ha fatto alcune visite.

Nessuno le ha spiegato cosa doveva fare per arginare la sua gamba gonfia e ad un certo punto un vecchio medico le ha detto:

Tesoro, te lo dico come fossi tuo padre. Io quella gamba non me la farei toccare da nessuno”.

G. l’ha ascoltato sino a quando la situazione è diventata talmente ingestibile da dover lasciare il lavoro (tratto da una storia vera, purtroppo).
Se la diagnosi fosse stata corretta, se il trattamento fosse stato personalizzato e precoce , il problema di G. si sarebbe potuto arginare e la sua qualità di vita sarebbe molto migliore di quella attuale.

G. ha un linfedema secondario che è diventato un’elefantiasi importante. Esistono anche i linfedemi primari in cui pur non essendoci un danno chirurgico, è presente una debolezza su possibile base genetica del sistema linfatico.

E questo purtroppo è solo uno dei casi che ho la sfortuna di sentire frequentemente.

RICHIEDI UN CONSULTO

Presso il poliambulatorio FISIOMED

Via Enrico Millo 7/E (angolo via Colombo) Piacenza

Oppure

presso il mio studio a San Secondo (PR)

Se hai un linfedema, un lipedema o un gonfiore degli arti, ecco cosa possiamo fare:

Possiamo fare una prima consulenza fisioterapica (che per me è uno degli step più importanti) in cui posso indicare la strada corretta da seguire.
Durante la consulenza spiego nei particolari cosa comporta la patologia che si ha. Spiego cosa si può fare per arginarla e quali sono gli strumenti che si utilizzano.

Stabilisco poi gli obiettivi che non sono solo i miei obiettivi ma devono diventare i nostri, e cosa fare nel caso la strada principale non porti ai risultati sperati.

Cosa vorrebbe per sé quel/la paziente?
Il suo desiderio corrisponde ad un risultato che si può ottenere?

Dobbiamo raggiungere un compromesso che deve essere chiaro ed accettato per evitare frustrazioni date da speranze disattese.

Questo è quello che faremo nel mio studio a San Secondo (PR), o a Piacenza presso il centro Fisiomed.

Cosa aspettarsi da una consulenza fisioterapica con me?

Una direzione da prendere, e chi c’è passato sa quanto sia importante sapere come muoversi.

La direzione sarà verso il trattamento corretto che verrà spiegato con tutti i suoi pregi e difetti.

Di una cosa si può stare sicuri.
Nessuno mi sentirà mai dire frasi come queste (purtroppo realmente pronunciate):

“Mi spiace, le sue gambe piene di lividi e che le fanno male non hanno niente. Vede? Il suo doppler è negativo, lei è fatta così”.

oppure

“Signora, si lamenta per un braccio gonfio? Ha avuto un tumore lo sa vero? Ringrazi di essere viva”.

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