Curare il linfedema

da | Nov 20, 2018

CURARE IL LINFEDEMA: questo sconosciuto!!

Per definizione dell’Organizzazione Mondiale della Sanità il linfedema è una patologia cronica, progressiva, invalidante.

In Italia si stimano 40000 nuovi casi all’anno.

Nonostante quest’incidenza piuttosto elevata, chi ne soffre giunge alla diagnosi in modo estremamente tardivo con conseguenze notevoli sulla qualità di vita.

I linfedemi si dividono in primari e secondari.

  • I linfedemi primari si suppone abbiano base genetica e possono manifestarsi anche dopo molti anni dalla nascita. Possono comparire in seguito ad un evento scatenante traumatico (ustione, ferita, ecc.).
  • I linfedemi secondari nei paesi occidentali hanno per la maggior parte causa chirurgica.

Spesso c’è associazione con problemi venosi o lipedema.

SINTOMI

Sintomi caratteristici oltre all’evidente gonfiore sono sensazione di pesantezza, tensione e indolenzimento dell’arto coinvolto.

L’entità dei sintomi dipende dal grado del linfedema.

All’inizio il gonfiore è talmente lieve da passare quasi inosservato, poi il tessuto si gonfia e una leggera pressione lascia un piccolo solco sulla cute. Negli stadi più avanzati, il tessuto cutaneo s’indurisce e la pelle può lesionarsi per l’accumulo eccessivo di linfa nei tessuti. Nei casi più gravi l’arto si deforma, con conseguenze sulle normali attività della vita quotidiana.

TRATTAMENTO

https://www.ilmiolinfedema.it/cura-del-linfedema/

Secondo le linee guida internazionali il trattamento ideale per curare il linfedema è quello che viene definito TRATTAMENTO DECONGESTIVO COMPLESSO (TDC).

Tale trattamento si compone di varie fasi:

  • Bendaggio multicomponente
  • Linfodrenaggio manuale
  • Terapia elettromedicale coadiuvante
  • Cura della cute
  • Utilizzo di calze o bracciali elastici contenitivi
  • Esercizio fisico ed esercizi di respirazione
linfedema 2

NESSUN TRATTAMENTO SARÀ UGUALE AD UN ALTRO IN QUANTO NESSUN LINFEDEMA È UGUALE ALL’ALTRO!

 

PERCHE’ RIVOLGERSI AL MIO STUDIO?

Perché io so cosa vuol dire vivere con un linfedema!

https://www.ilmiolinfedema.it/nicoletta-ferrari/

Ho la consapevolezza di quanto possa essere difficile conviverci e di quanto sia difficile trovare chi lo sappia gestire in modo adeguato. Questo spesso comporta una perdita importante di tempo e denaro.

Il mio scopo è quello di affiancare la persona con linfedema in modo che impari a gestirlo fermo restando il fatto che una volta instaurato non scompare più.

Oltre all’aspetto puramente fisioterapico verrà data particolare attenzione alla gestione della quotidianità in tutti i suoi aspetti anche psicosociali.

 

linfedema 2

PERCHE’ NON NASCONDERE LA TESTA SOTTO LA SABBIA?

 

Perché il linfedema è per definizione cronico, progressivo, invalidante. Non si guarisce ma si può controllare e curare il linfedema.

Non considerarlo sino a quando non inizia a dare fastidi è sempre controproducente.

Le conseguenze del “far finta di non vedere” possono essere gravi infezioni batteriche e serie complicazioni della vita quotidiana.
Se viene affrontato già al momento dei primi segni, il trattamento risulta più breve e di conseguenza meno impegnativo sotto tutti i punti di vista.

Una volta individuato il giusto protocollo di trattamento per curare il linfedema e messo un argine all’espandersi del linfedema può essere necessario un adeguato, saltuario mantenimento.

“La cosa più importante in medicina? Non è tanto la malattia di cui il paziente è affetto, quanto la persona che soffre di quella malattia”

Ippocrate

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Commenti

2 Commenti

  1. Flavio

    Vorrei conoscere un esercizio nelle vicinanze di Sulmona in Abruzzo, o come raggiungere la vs. sede con prenotazione della cura di un llinfedema secondario ad una gamba per aver subito una bella operazione inguinale dx.

    Rispondi
    • Nicoletta Ferrari

      Buongiorno Flavio. Purtroppo non conosco nessun collega della sua zona. Le consiglio di verificare se esiste in Abruzzo un’associazione che si occupi di linfedema e chiedere riferimenti direttamente a loro. In alcune regioni si stanno istituendo delle reti linfologiche ma credo che la sua regione non ne faccia per il momento parte.
      Per quanto mi riguarda, lavoro in provincia di Parma e arrivare in auto è l’unico sistema comodo.
      Resto a disposizione per ulteriori chiarimenti.
      Buona giornata, Nicoletta

      Rispondi

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